Preparare un incontro di mediazione umanistica

 

L’autunno di Snodi prosegue con un incontro di autoformazione di carattere sperimentale. La giornata milanese di lavoro di sabato 26 ottobre 2019 si focalizzerà sulla fase di preparazione di una mediazione dei conflitti. Approfondiremo un delicato momento del processo di mediazione, quello legato al contatto iniziale con le parti e agli aspetti organizzativi che anticipano e preparano l’incontro di mediazione. Capiremo quando è indicato l’utilizzo dello strumento della mediazione e in particolare quella umanistica.

Si tratta di una tematica che spesso non viene affrontata nei contesti formativi legati al modello Morineau e che ha implicazioni molto importanti per lo sviluppo di tutto il processo mediativo. Molti mediatori formati e che desiderano sperimentarsi nell’applicazione di questo tipo di mediazione spesso ci chiedono quali sono le accortezze da seguire e quali le esperienze alle quali fare riferimento. Per questo ci siamo attrezzati e organizzati per poter cominciare un confronto su tali questioni attraverso lo spazio di autoformazione che da prassi raccoglie gli stimoli emergenti dai soci.

La giornata di lavoro, come sempre orientata anche ad una vera e propria ricerca del gruppo sul tema, sarà condotta da Massimiliano Anzivino, mediatore e formatore dell’associazione. Si alterneranno parti teoriche ed esperienziali ma soprattutto si darà spazio alle pratiche dei partecipanti esponendo risorse, limiti e dubbi sperimentati. Verrà anche presentato il modello utilizzato in questi anni dall’associazione Snodi nella gestione degli interventi di mediazione oltre a quello di altri enti che praticano il modello umanistico in Italia e in Francia in particolare il CMFM di Parigi.

L’intera giornata, dalle 9.30 alle 18.00, si terrà a Milano presso la sede di ISMO in via Lanzone 36 facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

Il contributo per la partecipazione è di 20,00 euro grazie alle donazioni del 5 x 1000 fatte da diversi soci negli anni scorsi per permettere un più facile accesso alle proposte formative dell’associazione.

Per informazioni e iscrizioni snodiaps@gmail.com. Le iscrizioni chiudono lunedì 21 ottobre.

Autunno 2019: appuntamenti di ottobre e novembre

Come anticipato nei post precedenti, dopo lo stage di settembre su Opera della mediazione, tra ottobre e novembre Snodi propone due appuntamenti milanesi di una intera giornata. Due proposte innovative che vanno ad approfondire alcuni elementi della mediazione umanistica, come ci è stato richiesto e suggerito dai soci negli ultimi tempi.

SABATO 26 OTTOBRE 9.30-18.00 MILANO (via Lanzone 36)

avremo una autoformazione che si focalizzerà sulla fase di preparazione di una mediazione dei conflitti. Approfondiremo un delicato momento del processo di mediazione, quello legato al contatto iniziale con le parti e agli aspetti organizzativi che anticipano e preparano l’incontro di mediazione. Si tratta di una tematica che spesso non viene affrontata nei contesti formativi legati al modello Morineau. Molti mediatori formati e che desiderano sperimentarsi nell’applicazione di questo tipo di mediazione spesso ci chiedono quali sono le accortezze da seguire e quali le esperienze alle quali fare riferimento. La giornata di lavoro, come sempre orientata anche ad una vera e propria ricerca del gruppo sul tema, sarà condotta da Massimiliano Anzivino. Si alterneranno parti teoriche ed esperienziali ma soprattutto si darà spazio alle pratiche dei partecipanti esponendo risorse, limiti e dubbi sperimentati. Verrà anche presentato il modello utilizzato in questi anni dall’associazione Snodi nella gestione degli interventi di mediazione oltre a quello di altri enti che praticano il modello umanistico in Italia e in Francia.

SABATO 30 NOVEMBRE 9.30-18.00 MILANO (via Lanzone 36)

in stretta connessione con l’incontro precedente, andrà in scena una giornata sperimentale che ha l’ambizione di diventare nel 2020 un momento periodico di lavoro sia formativo che di crescita personale. Come già anticipato, i formatori dell’associazione Snodi proporranno la gestione e l’osservazione di una mediazione completa, sia nei tempi che negli aspetti organizzativi preliminari. Il conflitto da mediare verrà portato da uno dei partecipanti coadiuvato da una spalla (un ulteriore partecipante che impersonerà l’altra parte del conflitto) e avrà una durata di circa mezza giornata come avviene solitamente nelle sessioni di mediazione umanistica, diversamente dai contesti formativi dove si ha solo un estratto nel processo. Sarà quindi possibile sperimentarsi sia come confliggenti che come mediatori e vi sarà un’ampia parte di rielaborazione (nella seconda parte della giornata) di quanto osservato da tutti i partecipanti. Anche qui lavoreremo con un approcco orientato alla ricerca e alla definizione collettiva di un modello operativo.

Avremo come di consueto un numero limitato di partecipanti (15 persone) per mantenere un clima adeguato e un alto coinvolgimento operativo. Grazie al contributo del 5 x 1000 questi eventi hanno una quota di partecipazione ridotta che rende facilmente accessibile le proposte:

20,00 euro per ognuna delle due giornate singole.

La partecipazione è riservata ai soci 2019. Qui le indicazioni per associarsi.

Per iscrizioni e informazioni snodiaps@gmail.com

 

Tre appuntamenti tutti da scoprire: autunno 2019

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Snodi torna con la sua proposta per l’autunno 2019 con 3 eventi innovativi.

Partiremo con uno stage di 2 giornate a SETTEMBRE con una integrazione tra mediazione umanistica e teatro. SABATO E DOMENICA 28 E 29 SETTEMBRE a Milano la formatrice Debora Civello ci accompagnerà alla scoperta dell’Opera della Mediazione: una interessante combinazione del modello Morineau e del Teatro dell’Oppresso. Qui maggiori dettagli sulla proposta e indicazioni pratiche per la partecipazione.

A ottobre e novembre ci saranno due appuntamenti sempre a Milano di una intera giornata (sabato dalle 9.30 alle 18.00) che mettono insieme alcune richieste che in questi anni i soci hanno portato all’associazione. Anche qui a breve avremo specifici post che presentano le iniziative.

SABATO 26 OTTOBRE avremo una autoformazione incentrata sulla fase di preparazione di una mediazione dei conflitti. Si tratta dell’approfondimento del momento di contatto iniziale con le parti, l’incontro preliminare, gli aspetti organizzativi che portano all’incontro di mediazione. Una serie di aspetti sui quali diversi mediatori o aspiranti tali si interrogano per mantenere una coerenza con il modello Morineau e l’efficacia del processo. Massimiliano Anzivino condurrà il gruppo in questa ricerca che alternerà momenti di sperimentazione e di rielaborazione proponendo l’approccio sperimentato da Snodi e da altri enti in questi anni.

SABATO 30 NOVEMBRE invece andrà in scena una giornata completamente sperimentale che ha l’ambizione di consolidarsi come un momento periodico di lavoro anche per il 2020: tratteremo, con la conduzione dei formatori dell’associazione, una mediazione portata da un partecipante nei tempi e nelle modalità previste in un reale contesto di gestione del conflitto, andando oltre il mero gioco di ruolo che tradizionalmente viene sviluppata nei contesti formativi di mediazione umanistica. Verrà utilizzata una spalla (un altro partecipante che impersonerà la controparte) ma sappiamo quanto anche in questo modo l’esperienza possa essere molto produttiva per affrontare una situazione di conflittualità interpersonale. L’incontro avrà quindi una importante parte sperimentale, sia per i confliggenti che per i mediatori, e una parte di rielaborazione dell’esperienza vissuta e osservata dai partecipanti.

Tutti gli eventi come di consueto prevedono un numero limitato di partecipanti (15 persone) per mantenere un clima adeguato e un alto coinvolgimento operativo. Inoltre, grazie al contributo del 5 x 1000, tutti gli eventi vengono proposti con una quota di partecipazione promozionale:

-50,00 per lo stage di due giorni di settembre

-20,00 euro per ognuna delle due giornate singole di ottobre e novembre.

L’obiettivo è di permettere a più persone possibili di avvicinarsi o approfondire l’ampia tematica della mediazione umanistica sulla quale la ricerca è ancora molto aperta.

Per iscrizioni e informazioni snodiaps@gmail.com

 

 

 

Manutenzioni

Manutenere è la parola d’ordine, l’azione più richiesta del nostro tempo così bravo a logorare, a consumare, a richiedere l’intervento di un bravo artigiano. Una bottega, un laboratorio di fini tocchi e sapienti accortezze.
Un lavoro che sempre più non possiamo permetterci di delegare ad altri: abbiamo bisogno di farlo proprio, di prenderne possesso, di dargli spazio, agio e dignità.
Forse qui sta il senso più profondo della proposta delle autoformazioni.
Potersi sperimentare certo ma se andiamo all’osso quello che preme è la possibilità di stare sul sentiero, di respirare l’aria che parla di mediazione umanistica o solo di vita umana.
Con tutta la consistenza delle parole che spesso passano in queste occasioni: libertà, verità, autenticità, essere finalmente se stessi.
Qualcuno ci scrive per dirci di sentire il bisogno di ricarica, di concedersi un nuovo momento per rigenerare un’anima che si è oscurata, appesantita, perduta.
La sfida più grande non è imparare un metodo, ma un modo di ritrovarsi, di mantenersi centrati e in cammino.

L’oggetto mediatore

Per tutti quelli che un po’ conoscono la mediazione umanistica, secondo le linee proposte da jacqueline morineau, il gioco dell’oggetto mediatore ricorda qualcosa di molto preciso e forse riecheggiano già nella mente e nella pancia forti sensazioni provate nei vari stage di formazione.

Per quelli che invece sono ancora lì a grattarsi la testa per capire di cosa stiamo parlando… beh, proprio a loro sono dedicate le prossime righe.

Spesso quando vogliamo dire qualcosa di noi non siamo in grado di farlo in modo tanto spontaneo e semplice. A volte è una questione di confusione perché non siamo abituati a parlare di come stiamo in modo esplicito, altre volte invece è una questione di scarsa abitudine a parlare di sé all’interno di un gruppo, altre volte ancora è il particolare momento della vita a rendere difficile la cosa.

Per questo spesso può aiutare un supporto, un oggetto o un’immagine che aiuti l’espressione, che in qualche modo sappia farsi mediatore tra quello che una persona è in quel momento e la condivisione con gli altri.

E’ incredibile quanto la presenza così semplice di oggetti, spesso insignificanti o proprio al primo sguardo anche brutti, possa poi caricarsi di significati inaspettati e donarci una chiarezza sul nostro stato d’animo di adesso davvero sorprendente.

Sarà che gli oggetti sanno essere silenziosi e ti danno tutto il tempo di cercare e dire quello che c’è.

Ed è bello vedere i gesti di chi parla di sé accarezzando e facendo suo un piccolo pezzo di coccio, una bambola di pezza, una foglia secca, un gioiello colorato.

Questo esercizio è un’eccezionale porta di accesso all’intimità, sia quella personale che del gruppo col quale si comincia a lavorare all’interno degli stage di formazione. E’ un sorta di riscaldamento che ci trasporta verso un altro modo di stare insieme, verso un’altra maniera di sentire, verso un’altra scansione del tempo.

Insomma è un intermediario semplice verso il tavolo della mediazione, come verso la conoscenza più profonda di sé, qualsiasi sia lo strumento utilizzato.

Ogni volta che viene proposta nei contesti formativi l’attività dell’oggetto mediatore stupisce, sia quelli che da tempo ne conoscono le forme, sia chi per la prima volta ne assaporava i contorni e gli effetti.

E’ bello vedere i visi dei presenti trasformarsi e distendersi alla ricerca dell’obiettivo che tutti cerchiamo nel nostro cammino: essere davvero noi stessi, senza maschere e senza paure.

Riciclare

Forse nella parola riciclare si nasconde il senso profondo dell’offerta della mediazione umanistica.

La capacità di ridare vita, riutilizzare, rendere nuovamente proprio ciò che è dimenticato, nascosto, incupito, custodito nelle segrete dell’anima.

In ogni incontro di formazione si può provare come l’esperienza diretta di questa proposta riporti sempre sullo stesso punto: il bisogno di guardare dentro nel caos delle emozioni, in quella parte nera che ben conosciamo e rispetto alla quale tante volte ci sentiamo inermi, passivi, nemici.
Eppure c’è la possibilità di aprire quella gabbia, c’è la possibilità di respirare aria nuova, c’è la possibilità di ridare dignità anche al dolore per trasformarlo in uno slancio di vita.
Negli appuntamenti formativi riemergono i punti fondamentali su cui continuare a lavorare, sostenere, crescere. Stare nel percorso della scoperta personale attraverso questa lenta formazione che si nutre della ricchezza del contatto umano e del cambiamento personale, delle domande fondamentali. Che si nutre del contatto con il mistero dell’uomo, con il silenzio che ne apre la porta, con lo sguardo intenso che ne guida il cammino.
Alla ricerca di una forma di saggezza come la capacità di contemplare, di conoscere, di riconoscere.
Alla ricerca di un occhio diverso sul mondo che è quello che ci permette di vedere col cuore, di trasformare la nostra forma di sentire, di osare.